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MARA FELLA

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​Innanzi tutto mi preme ringraziare di cuore tutto lo staff  di Benkadì e GO GAS - Gruppo di acquisto solidale Tartaruga, in particolare Genni Fabrizio, Irene Capasso e Barbara Casula, per avermi coinvolta nel loro bellissimo progetto Produttori di Trame. E le voglio ringraziare non solo per la fiducia e la stima che mi hanno dimostrato (e che è reciproca!) ma anche e soprattutto per avermi aperto le porte ad una realtà che non conoscevo se non superficialmente, quella appunto delle sartorie sociali.

“Storie Tessute” vuole essere quindi un reportage discreto sulla delicata dimensione delle sartorie sociali presenti sul territorio. Queste realtà si rivelano come laboratori artistici ed artigianali che non solo si pongono in antitesi coi frenetici ritmi di produzione dell'industria manifatturiera, ma portano avanti il valore della solidarietà e di una manualità che invita alla riflessione e al prendersi cura delle relazioni. Le fotografie raccontano l'incrociarsi di vite ed esperienze davanti ai tavoli sartoriali in ambienti sicuri e che dialogano con le comunità locali, in audace contrapposizione coi modelli di mercato a cui siamo abituati, suggerendo il rispetto di un sistema circolare che minimizza gli sprechi e pone l’accento sul valore delle pratiche sostenibili.

Man mano che prendeva forma l’idea di questa mostra, diventava chiaro che quello a cui aspiravo era non tanto far conoscere i prodotti sartoriali ed artigianali (che se ancora non conoscete, vi invito a scoprire nelle botteghe del commercio equo e solidale), quanto le persone e le storie che esistono dietro a questi prodotti. E per far questo, ovviamente, ho dovuto conoscerle prima io.

Non sono certa del fatto che lo scopo di una fotografia sia per forza quello di emozionare, anzi. In molti casi ciò che ritengo importante è il fatto di riuscire a stimolare una riflessione, far nascere curiosità, o far in modo che chi la osservi si ponga degli interrogativi .
Però a volte capita che sia io stessa ad emozionarmi davanti alle persone che hanno la capacità di dedicarsi e di aprirsi con generosità.
Voglio ringraziare pertanto quelli che sono i veri protagonisti di queste storie: Tiziana, Alex, Carlo, Sara, Andrea, Francesca e Francesca  di Sartoria Sociale Gorizia e La Collina Cooperativa Sociale e Sara, Lorena, Thomas Plait Sartoria Naturale e ancora, Annalisa, Sara, Valentina, Carmen Thiel Cooperativa Sociale e tutt* coloro che mi hanno aiutata a realizzare questi scatti.

Voglio ringraziare ancora il Comune di Staranzano, per l’ospitalità, il Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM) , Macross Acu, ArtOk - Stampa Fine Art Giclée per le splendide stampe e Antonella Coppola per la veste grafica.

Concludo confessandovi che in un momento storico come questo, che personalmente sto vivendo molto male, in particolar modo per il genocidio in corso in Palestina - al quale credo sia dovuto continuare a prestare la nostra attenzione, e approfittare di qualsiasi occasione per parlarne - trovarmi in contesti raccolti, solidali, consapevoli ad attenti alle politiche ambientali è stato estremamente importante, confortante e fonte di nuova speranza: perché, se restiamo umani, un mondo migliore è possibile. 

 

Che ogni occasione sia buona per parlare del genocidio in corso in Palestina. 
Anche quando sembra essere fuori contesto, sappiate che in realtà non lo è.


Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato 🤍
 

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